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Il tradimento sul tradimento

Per tutta la settimana si sono rincorse le polemiche scatenate dall’ormai celebre servizio di Report sugli intrallazzi dell’Onorevole Di Pietro, leader, fondatore ed isiratore unico del partito L’Italia dei Valori.

Tra tutti gli articoli di giornale scritti in proposito, uno in particolare merita di essere citato per la sua faziosità. Si tratta di un pezzo pubblicato in prima pagina nell’edizione de Il Fatto Quotidiano di sabato 3 novembre. Al suo interno l’autore, Marco Lillo, tentava in ogni modo di ridare credito alla figura del “povero” ex magistrato sostenendo, attraverso una totale assenza di prove documentali, che i tanto criticati 52/54 immobili attribuiti alla famiglia Di Pietro (diventati 56 secondo il Corriere della Sera), sarebbero soltanto 11. Lillo scrive di un equivoco, tentando di far credere al lettore che le polemiche di questi giorni non avranno seguito perchè prive di fondamento.

In realtà l’articolo è piuttosto fazioso perchè, oltre ad avere la pretesa di essere creduto senza mostrare lo straccio di una prova, tace pure sulle altre molteplici stranezze dell’IDV evidenziate da Report, come per esempio la crezione di un’associazione che ha permesso

fino al 2009 a Di Pietro e ad una ristrettissima cerchia di persone di gestire circa 50 mln di € di fondi in modo non del tutto trasparente. E che dire poi del “trota” Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell’IDV entrato nel consiglio della Regione Molise non certo per i meriti conseguiti sul campo.

Ma poi scusate, credete davvero che se Antonio Di Pietro fosse stato vittima di un malinteso o addirittra di un sinistro disegno architettato per coprirlo di fango in vista delle elezioni, durante questa settimana sarebbe stato zitto, nel suo angolino, lontano dalle luci della ribalta? Chi conosce e ha seguito l’evoluzione politica dell’IDV sa che il suo Leader ha fatto della politica dell’urlo e della contestazione plateale il suo cavallo di battaglia. Se pensasse di avere anche solo minimamente ragione l’avremmo visto e rivisto in tutti i talk show settimanali a gridare la propria innocenza ed estraneità. Invece si è presentato solo ad una puntata del nuovo programma di Santoro su la 7, non riuscendo a fare piena chiarezza su tutte le stranezze emerse a proposito della sua gestione “famigliare” del partito. Se tace quindi un filino di coda di paglia deve pur averla.

E’ davvero triste che il paladino dell’onestà, uno dei pochi politici anti-casta si sia dimostrato molto simile ai colleghi che ha sempre critcato. E’ un tradimento vero e proprio dei valori espressi in anni di politica e della fiducia di tutti quegli elettori che l’hanno votato in passato proprio per le sue battaglie a favore della giustizia e contro le ruberie della politica.

Allo stesso modo spiace dover constatare che un giornale che sbandiera a destra e a manca la propria indipendenza, si stia comportando in questo caso in modo molto simile a quanto fatto in questi anni da quotidiani palesemente schierati come Libero o Il Giornale. Anche in questo caso si può parlare di tradimento nei confronti di tutti quei lettori che ogni giorno investono i loro soldi convinti di attingere ad un’informazione indipendente e priva di tentativi di strumentalizzazione.

La puntata di domenica di Report si apriva con questo scambio di battute:

Antonio Di Pietro: “Io prendo atto che a voi interessa più lo stuzzicadenti che la trave. Lei sta producendo nei confronti di un partito che ha avuto un giudice, ha avuto un giudice penale, civile, amministrativo e contabile che ha controllato tutto. Report realizza un servizio pubblico prendendosela con noi invece che guardare le travi, ne prendo atto”

Giornalista di Report:”Il simbolo di mani pulite sa meglio di chiunque altro che una pagliuzza, o uno stuzzicadenti come dice lui, diventa una trave se la magistratura la vede”

Grazie infinete a REPORT, uno dei pochissimi programmi televisivi che da anni FA INFORMAZIONE, senza guardar in faccia a nessuno ed evidenziando con competenza e precisione alcune delle troppe cose che non vanno in quest’Italia disperata.

Angelo

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  1. francesco zana
    9 novembre 2012 alle 18:35

    A mio avviso, non sostenere il governo Monti, per andare subito a votare,sapendo di avere un alto consenso, è stata l’azione più grave; il suo partito in quell’azione ha pensato più agli interessi propri che al bene dell’Italia!l….Quindi mi aveva profondamente deluso prima dei fatti degli ultimi giorni!…

  2. Valerio
    9 novembre 2012 alle 15:49

    Riguardando le puntata di Report restano purtroppo pochi dubbi: Di Pietro, e il suo partito, hanno più di uno scheletro nell’armadio. Che in un qualche modo li accomuna con tutti gli altri disastrati partiti.

    Ciò però non toglie tutto quel che l’ex magistrato ha fatto per l’italia, dalla lotta al berlusconismo, ai referendum, all’opposizione al governo Monti, alla denuncia di tutte le leggi porcate e quant’altro: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/01/due-o-tre-cose-su-di-pietro/400683/

    Due appunti all’articolo. Anzitutto, non è vero che Di Pietro non si è giustificato pubblicamente. Sul suo blog escono fior fiori di articoli ogni giorno sulla vicenda, e solo perchè non compare in TV non vuol dire che se ne sta zitto in disparte!

    Inoltre, secondo me l’articolo di Marco Lillo del “Fatto” non è assolutamente fazioso. In quell’articolo, infatti, si voleva solo precisare un dettaglio (non irrilevante) sollevato da Report. Sicuramente l’articolo non aveva la pretesa di smontare tutte le accuse e di giustificare il leader IDV: su questo, il “Fatto” ha pubblicato numerosi articoli a riguardo, e molti non certo a sostegno dell’ex magistrato!

    Infine, ultimo, ma non ultimo, una considerazione: possibile che di tutte le puntate di Report di questi anni, solo quella su Di Pietro (legittima senz’altro) ha provocato un terremoto di queste proporzioni, tanto da ribaltare tutti gli scenari dell’IDV? Per restare all’attualità: dopo l’ultima, splendida puntata sul Sistema Lombardia di Formigoni, possibile che non si sia smosso niente? (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-8b9bfe25-7513-4caf-8088-20d103ffbe57.html) Non è cambiato nulla nella regione! E sì che le vicende della Lombardia sono ben più gravi ed eclatanti rispetto alla vicenda Di Pietro…

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