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2012. La fine delle cazzate?

2012-calendario-mayaProprio mentre mi accingo a finire la piacevolissima lettura de L’universo elegante di Brain Green, un avvincente libro sulla teoria delle stringhe – la recente teoria fisica in grado di poter conciliare (o almeno sembrerebbe) la relatività generale di Einstein con gli stupefacenti risvolti della meccanica quantistica – mi capita di imbattermi in una notizia sconvolgente.

Pare infatti che la fine del mondo prevista dai Maya il 21 dicembre 2012 sia da spostare indietro di parecchi mesi, precisamente all’appena trascorso 5 giugno. Ad affermarlo è una certa archeologa americanista Maria Longhena. Ovviamente la notizia, rimbalzata su tutte le prime pagine, era talmente rilevante da non poter certo essere ignorata. La fine del mondo quindi è già avvenuta? beh, a nostra insaputa, evidentemente.

Forse è il caso di chiarire una volta per tutte questa faccenda. La famigerata profezia dei Maya non è altro che una grottesca speculazione occidentale. Si tratta di scempiaggini monumentali sulle quali non serve nemmeno stare a parlarne. Non tanto per i Maya, una civiltà straordiaria per l’epoca, e certo più evoluta dei suoi odierni divulgatori; quanto per una questione di corretta informazione: i Maya, anzitutto, non hanno mai parlato di “fine” ma, semmai, di “periodo di transito”, avendo considerato un calendario ciclico, invece che lineare come il nostro.

L’unica certezza, per il momento, è che la profezia Maya ha sicuramente già apportato un importante cambiamento, per quanto riguarda il settore del turismo e del business connesso. Ed ha evidenziato un’enorme carenza di divulgazione scientifica, almeno da parte della nostra tv, sempre più spazzatura. Troppo poche e in orari indecenti sono le trasmissioni in cui essa può trovare la sua doverosa diffusione: a quanto pare è chiedere troppo, in una società che pretende di essere scientifica e moderna.

Giacobbo_torta_fine_del_mondoAl contrario, le cialtronerie e le stupidaggini sono sempre sulla cresta dell’onda: Mistero e Voyager, in primis, sempre alla ricerca di imperdibili arcani, leggende, maghi, stregonerie, oroscopi, miracoli, indovini, veggenti, visionari. Ma la palma del miglior (dis)informatore è indiscutibile: Roberto Giacobbo. E’ incredibile come quest’uomo riesce ad aver successo a suon di cazzate. Indagando, scopro pure che nel 2009 ha scritto un libro intitolato: 2012. la fine del mondo? , che ha scalato le classifiche di vendita nelle librerie. Mi scuso vivamente con i suoi fan, se il tutto era sfuggito alla mia attenzione.

Giacobbo – e troppi altri come lui – ha il triste merito di far passare fatti e scoperte scientifiche  come para-scientifiche, e viceversa. E con che mezzi: televisione pubblica, libri, giornali, siti Intenet e quant’altro. Potremmo dire che contribuisce a distruggere e confondere quel che la scienza cerca di costruire e riordinare. Possibile che si investano tanti soldi (anche pubblici) per disinformare e rimbecillire la gente?

Non ci rimane che una speranza: vuoi vedere che forse i Maya intendevano dire che il 21 dicembre 2012, o meglio ancora il 5 giugno appena trascorso, coincida davvero con una fine? Quella di una mentalità retrograda, basata sul paranormale, su oroscopi e superstizioni, per lasciar spazio finalmente a quel pensiero scientifico e razionale che compete (o dovrebbe) alla civiltà del nuovo millennio. Ma non illudiamoci: è molto probabile che dovremo continuare a sorbirci i vari Giacobbi e le loro cazzate ancora per lungo tempo dopo la fatidica data. Maya permettendo, naturalmente.

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  1. 19 luglio 2012 alle 15:02

    Condivido tutto ciò .. Pienamente … Diciamo che siamo stati noi a “deturpare” cio che i Maya hanno detto perchè non hanno parlato di fine ma di cambiamento ! E comunque ho da dire una sola cosa … so che Giacobbo ne ha dette di balle .. tante … Ma persino lui ha smentito la fine del mondo… tante e tante volte !

  2. La Logica Mente
    12 giugno 2012 alle 23:08

    Caro Alessio,
    Mi sa che sto gatto tra poco ci denuncia se continuiamo a tirarlo in ballo! Due veloci considerazioni:
    1) Son d’accordo con te quando appunti che la colpa della disinformazione non è solo dei palinsesti, ma la ritengo comunque una delle principali cause. L’italiano medio, infatti, per informarsi si limita a guardare la tv, che diviene il media principale, e quindi quello più incisivo e influente. Raramente infatti la gente si va a informare per conto proprio leggendo libri, facendo ricerche su internet o quant’altro.
    2) Non sono molto d’accordo quando sostieni che non c’era bisogno di Galileo o di tanta istruzione per “smascherare” le truffe e i ciarlatani. C’è ancora molta, troppa gente che crede ancora alle storie delle visioni degli ufo. Che crede alle acque miracolose di Lourdes. Che legge convinta gli oroscopi. Che crede ai racconti dei medium. Che crede ai casi di stigmate. Che crede ai miracoli (la Chiesa tra l’altro sfrutta molto questa credulità). Che crede a quelli che consigliano i numeri del lotto. Che crede agli indovini e i veggenti. E c’è chi addirittura crede pure al rispettabilissimo Mário Pacheco do Nascimento! Per noi, dotati di spirito critico ed un (appreso) atteggiamento scientifico, queste sono ovviamente storielle e truffe belle e buone, ma per la massa tutto ciò è rispettabile e veritiero: quante volte la gente si offende stizzita se tenti di fargli capire, anche razionalmente, come l’acqua di Lourdes non fa miracoli, o quando i racconti dei visionari che parlano con i morti (e chiedono ovviamente soldi per le consultazioni) sono invenzioni prive di fondamento scientifico!
    Queste menti “malleabili” e facilmente aggirabili (e sono tante, credimi), non si pongono neanche il problema di ciò che gli propone la tv: figurati se di loro iniziativa si mettono a ricercare altri canali oltre ai principali, o se si informano tramite internet o leggendo libri. Ed inoltre sono capaci di bersi qualsiasi cosa, pure la bufala della fine del mondo, se adeguatamente esposta e raccontata.
    Certo – ripeto – il problema non sono solo le tv, ma siccome il mio articolo si riferiva a quello, mi ero limitato a questo ambito. Per il resto, perfettamente d’accordo con tutto quello che sostieni, specialmente che mediaset è di gran lunga il peggiore! Potremmo dire che mediaset è un pò come un gatto senza coda… che gira su se stesso cercando qualcosa che non c’è, in un moto fine a sè stesso: ma è meglio lasciar perdere questi paragoni (anche perchè in questo caso non c’entra niente!).
    Ci tengo infine a sottolineare come questo scambio genuino di opinioni sia un piacere reciproco, condiviso anche dal sottoscritto, e che spero possa ripetersi in un prossimo articolo. Grazie ancora per l’intervento!
    (Val)

  3. La Logica Mente
    10 giugno 2012 alle 15:02

    Caro Alessio,
    “pigrizia mentale” è proprio un termine azzeccatissimo! Serve a descrivere la tendenza generale della massa a scegliere “facili ed immediate illusioni” (quelle sul paranormale) accettate solo sulla fiducia, rispetto a “difficili e faticose verità” (quelle scientifiche), accettate in seguito a rigorose dimostrazioni e ragionamenti talvolta impegnativi e spesso non immediati.
    Ma questa carattetristica, che del resto accompagna l’uomo fin dalle origini, secondo me non è da imputare alla gente, che magari non ha avuto l’occasione o l’opportunità di studiare ed istruirsi per reperire gli strumenti idonei a distinguere la scienza dalle stupidaggini. La scienza ed il metodo scientifico, infatti, è stata una straordinaria conquista dell’umanità, iniziata da una geniale intuizione del nostro Galileo, che ha spalancato le porte alla civiltà moderna ed indicato la via “giusta” verso la corretta interpretazione dei problemi e dei fenomeni; ma tale conquista non è immediata per le nuove generazioni, ma va diffusa e divulgata. Come si suol dire: nessuno “nasce imparato”.
    In fondo, secondo me stiamo quindi dicendo la stessa cosa, ma sotto due punti di vista diversi: tu parli (giustamente) di telespettatori colpevoli a metà, perchè garantiscono un certo share costante ai vari Voyager; ed è un dato di fatto. Io invece sostengo che sono i palinsesti ad essere colpevoli in toto, in quanto non offrono alternativa, e non consentono al telespettatore-tipo (quello che non sa distinguere la scienza dalla spazzatura), di aver l’accortezza di ignorare certi programmi: e farli sparire in quanto successivamente in carenza di ascolti.
    Ma del resto, ai vari Giacobbi non interessa certo ricercare la Verità, quella con la “v” maiuscola, ma solo gettare confusione nel polverone per vendere libri, per avere successo, per avere visibilità sfruttando appunto questa “pigrizia mentale” della gente. Ed è proprio questo che intendevo dire nell’articolo, quando parlavo di “distruggere e confondere quel che la scienza tenta di costruire e ordinare”. E visto l’andazzo, mi sa che il nostro gatto continuerà a cercare di mordersi la coda ancora a lungo, prima di capire l’assurdità del suo tentativo!
    (Val)

    • PacoCazan
      12 giugno 2012 alle 16:56

      Caro Val,
      questo volta devo proprio dissentire su alcuni punti. Innanzi tutto permettimi di dire come l’assenza di un palinsesto vario ed organizzato per trasmissioni scientifiche di tutto rispetto non sia una giustificazione valida per la mente sopita. A parte il fatto che, come ho sottolineato più volte nei commenti precedenti, ritengo che questo non sia un problema legato alla tv italiana in toto. Intendo dire che su alcune reti ( che non siano MEDIASET ovviamente! ) è possibile trovare documentari e trasmissioni scientifiche non eccezionali ma comunque discrete e di buon livello. Se poi consideriamo che al giorno d’oggi è impressionante la facilità con la quale è possibile raccogliere informazioni riguardo l’argomento più disparato, allora è chiaro che in realtà, per contrastare il nostro Giacobbo sia sufficiente della semplice motivazione. Detta in altre parole, cara mente sopita, mi sembra un pò troppo comodo limitarsi a girare tra due o tre canali….
      Detto questo, il problema del palinsesto vario lo ritengo quindi secondario perchè facilmente aggirabile. Inoltre, non è necessario essere laureati in “chissàccosa” per capire,o meglio, DUBITARE la veridicità dei fatti che vengono proposti. Tu giustamente dici: non tutti hanno avuto la possibilità di studiare. Verissimo, ma signori miei, secondo voi c’era davvero bisogno di Galileo per spiegare a migliaia di italiani che Mário Pacheco do Nascimento non era in grado di levare il malocchio dalle proprie case??
      Insomma, concludendo, affermare che la colpa della disinformazione scientifica che viene fatta su ALCUNE delle reti italiane sia esclusivamente colpa delle istituzioni o di gente come Giacobbo o simili che hanno semplicemente trovato un modo per guadagnare qualche soldino comodamente, sarebbe a mio avviso un pò fuorviante. Quasi come spiegare al gatto che se non riesce a mordere la coda è perchè questa non si lascia prendere….
      Il problema, a mio avviso, è decisamente più complesso e per poterlo comprendere bisognerebbe scavare a fondo, cercando di analizzare quelle motivazioni che hanno spinto un paese con una così forte tradizione scientifica a ritrovarsi in una situazione di pseudo-letargo da entrambi i lati dello schermo televisivo.
      Detto ciò io mi congederei. E’ sempre un piacere scambiare opinioni con gente cosi aperta e disponibile al dialogo!
      Un saluto a tutti!

      Ale

  4. Alessio
    10 giugno 2012 alle 14:01

    Caro val,
    personalmente trovo molto piacevole la metafora del gatto che si morde la coda perchè è esattamente l’idea che mi sentivo di voler esprimere. Aggiungo solo una precisazione. Non sono del tutto d’accordo nel colpevolizzare completamente un solo lato dello schermo. La mia domanda del commento precedente a mio avviso non ha una risposta, o quanto meno non ha una risposta netta. Intendo dire che giustissimo a mio avviso quanto dici sopra, cito testualmente:
    “a colpa è di chi offre il prodotto, perchè dirotta l’attenzione degli italiani su argomenti facili, immediati e basati su una mentalità retrograda, che viaggia in direzione contraria a quella scientifica, su cui dovrebbe essere basata la nostra civiltà”
    ma mi piacerebbe aggiungere che contrariamente a quanti molti pensano, il telespettatore ha molto piu potere di quanto si possa immaginare; per intenderci: cosa succederebbe se improvvisamente lo share di voyager precipitasse al di sotto di un minimo prestabilito?
    Quindi, d’accordo che una buona porzione di colpa è del palinsesto MEDIASET ( e ci tengo a precisarlo: MEDIASET! ), ma non andrei oltre un 50% di colpevolezza. La porzione di colpa mancante mi sento sinceramente di attribuirla ad una “pigrizia mentale” propria di un cervello che senza dubbio latita dall’altro lato dello schermo.
    Risultato? Il gatto continuare a girare rincorrendosi la coda…..

    Un saluto

    Ale

  5. Alessio
    10 giugno 2012 alle 02:29

    ho promesso che avrei lasciato un commento e sono qui per mantenere la parola data: degli articoli letti trovo questo il più interessante e vorrei pertanto aggiungere una delle tante considerazioni che or ora mi saltellano in mente…
    La televisione italiana, o meglio, MEDIASET, propone in continuazione programmi pseudo-scientifici. Recentemente ad esempio su italia 1 trasmettono un “taglia e incolla” di alcune trasmissioni prese dalle tv estere ( se non ricordo male il nome del programma dovrebbe essere “Archimede”… ). Ebbene, non penso di scandalizzarvi dicendovi che programmi come questo o i vari voyager e mistero siano ingannevoli se non addirittura deleteri dal punto di vista della divulgazione scientifica. Eppure, come giustamente fai notare, incredibilmente hanno successo! Ora, è senza dubbio giusto a mio avviso storcere il naso di fronte a dei serivizi “scientifici” del genere ma è anche vero che questi sono i tipi di programmi che la gente vuole vedere. Voglio dire, non è tanto la qualità dell’informazione che conta quanto il tipo di argomento che viene trattato. Del resto una trasmissione ha successo solo se propone un modello accettato dalla società. Giusto per chiarire l’idea, si potrebbe dire che e’ lo stesso motivo per cui in italia siamo arrivati alla 12-esima edizione del grande fratello o per cui, sempre in italia, il film con nicolas cage intitolato “season of the witch” viene misteriosamente tradotto in “l’ultimo dei templari”…………….
    Quindi, va bene che Giacobbo tende a spararne grosse, ma io mi chiedo: da quale parte dello schermo sta veramente il problema?
    Lascio a voi la risposta o stimatissimi lettori di lalogicamente87

    Un saluto a tutti

    Ale

    • La Logica Mente
      10 giugno 2012 alle 13:05

      Caro Alessio,
      Grazie anzitutto per essere intervenuto! Fa sempre piacere ospitare il parere di una mente illustre. Concordo in pieno con le tue parole; è senz’altro vero che oggi in tv conta più l’immagine della sostanza, cioè conta più reclamizzare la scatola piuttosto che quello che c’è dentro: e i patetici programmi “taglia e incolla” ne sono da esempio. Ed hanno successo.
      Però, riguardo all’ultima domanda provocatoria che lanci, mi sento di poter dire che il problema è soprattutto dalla parte di chi sta dietro lo schermo piuttosto che il telespettatore. Mi spiego. Per attribuire effettivamente una colpa ai telespettatori, sarebbe necessario concedere loro un’alternativa valida ai programmi spazzatura: ovvero, dovrebbero aver la possibilità di poter guardare anche seri programmi di divulgazione scientifica. Il problema è che oggi – ed è quello che lamentavo nell’articolo – questi sono quasi assenti nei palinsesti, e se presenti sono relegati in orari improponibili e sconfortanti per la gente media (quella che si alza presto la mattina per il lavoro, soprattutto).
      Il risultato è che il telespettatore-tipo si abitua a guardare solo quello che propone la tv e che ha la possibilità di seguire. Per cui, specialmente quelli meno istruiti, finiscono per confonderli come programmi scientifici a tutti gli effetti, finendo rimbecilliti da ciarlatani come Giacobbo. Capisci che la situazione è un pò come un gatto che si morde la coda: senza una seria concorrenza, questi programmi “taglia e incolla” hanno sempre più successo, e le tv, seguendo solo il profitto e lo share a discapito dell’informazione, continuano ad aumentare lo spazio ad essi dedicato.
      Ricapitolando: la colpa è di chi offre il prodotto, perchè dirotta l’attenzione degli italiani su argomenti facili, immediati e basati su una mentalità retrograda, che viaggia in direzione contraria a quella scientifica, su cui dovrebbe essere basata la nostra civiltà.
      (Val)

  6. Marco
    8 giugno 2012 alle 12:55

    Condivido in pieno… La superstizione è qualcosa che ha poco a che fare con la mentalità scientifica che dovrebbe caratterizzarci! Capisco tuttavia alcuni gesti che alcuni di noi fanno per scaramanzia, in quanto li interpreto come la ricerca di riferimenti sicuri per sottrarsi a situazioni aleatorie. Maghi e fattucchiere sono un’altra cosa, ma tra 25 anni sono sicuro che saranno scomparsi, magari sostituiti per chi ancora avrà bisogno di ispirazione, da generatori automatici di risposte, naturale evoluzione dei biscotti della fortuna tanto cari a facebook.

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